{"id":473,"date":"2010-10-18T16:32:23","date_gmt":"2010-10-18T15:32:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cleanecoservice.it\/wordpress\/?p=473"},"modified":"2013-11-21T20:58:16","modified_gmt":"2013-11-21T19:58:16","slug":"infestazione-punteruolo-rosso-delle-palme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cleanecoservice.it\/wordpress\/normative-e-ordinanze\/infestazione-punteruolo-rosso-delle-palme.html","title":{"rendered":"Infestazione Punteruolo Rosso delle Palme &#8211; Scheda segnalazione"},"content":{"rendered":"<h2>Scheda di segnalazione infestazione Punteruolo Rosso delle Palme<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cleanecoservice.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Scheda_segnalazione_infestazione_Punteruolo_rosso_delle_palme.1204286990.pdf\" target=\"_blank\">Scheda segnalazione infestazione Punteruolo rosso delle palme<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 il Punteruolo Rosso<\/p>\n<p>Per lo storico degli alberi Antimo Palumbo il parassita potrebbe portare all&#8217;estinzione delle palme a Roma entro il 2015[3].<\/p>\n<p>La causa della rapida diffusione \u00e8 principalmente il commercio di esemplari di palma infestati dall&#8217;insetto e non riconosciuti tali.<\/p>\n<p>Adulto<\/p>\n<p>Lungo fra i 19 ed i 45 mm, presenta una livrea di colore rosso-brunastro, con macchioline nere nella parte superiore del torace. Possiede un lungo rostro ricurvo, che nel maschio \u00e8 pi\u00f9 accentuato e ricoperto da una fitta peluria brunastra, alla sua base sono inserite le antenne. La larghezza del corpo varia fra gli 11,5 e i 15,5 mm, le elitre presentano una fine striatura e sono di colore pi\u00f9 scuro rispetto al pronoto. Lo scutello \u00e8 lungo circa un quarto delle elitre, piuttosto ampio.<br \/>\nUova<\/p>\n<p>Sono sottili, oblunghe, di colore bianco crema, lunghe in media 2,62 \u00d7 1,12 mm, la femmina ne depone un numero variabile fra qualche decina e molte centinaia.<br \/>\nLarva<\/p>\n<p>Le larve sono lunghe 35 &#8211; 50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l&#8217;apparato boccale masticatore \u00e8 ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco, composto da 13 segmenti, non \u00e8 dotato di zampe.<br \/>\nPupa<\/p>\n<p>La pupa misura in media 35 mm \u00d7 15 mm, ed \u00e8 inizialmente di color bianco crema e quindi marrone negli stadi pi\u00f9 avanzati.<\/p>\n<p>Biologia<\/p>\n<p>Gli adulti di Rhynchophorus ferrugineus sono attivi sia di giorno che di notte. Sono abili volatori, in grado di raggiungere nuovi ospiti nel raggio di 1 km.<\/p>\n<p>La oviposizione avviene solitamente in corrispondenza delle porzioni pi\u00f9 giovani e tenere della pianta o in ferite del tronco o del rachide fogliare. Una femmina pu\u00f2 deporre sino a 200 uova per volta.<\/p>\n<p>Dopo la schiusa, le larve si dirigono verso l&#8217;interno della pianta, scavando gallerie grazie al robusto apparato masticatorio e danneggiando soprattutto la zona del tronco immediatamente sottostante alla corona fogliare. Il periodo larvale dura in media 55 giorni.<\/p>\n<p>Le larve si impupano in genere alla base della pianta, formando dei bozzoli ovali di fibre di palma all&#8217;esterno del tronco. Dopo l&#8217;emergenza dalla pupa gli adulti rimangono all&#8217;interno di tali bozzoli per 4-17 giorni (media 8 giorni), raggiungendo la maturit\u00e0 sessuale.<\/p>\n<p>Il ciclo vitale completo, dall&#8217;uovo allo sfarfallamento, dura in media 82 giorni. Gli adulti hanno una durata di vita di circa 2-3 mesi.<\/p>\n<p>\u00c8 stato stimato che, in assenza di fattori limitanti, una singola coppia di Rhynchophorus ferrugineus possa dare vita, nell&#8217;arco di 4 generazioni, a circa 53 milioni di esemplari.<br \/>\nUso alimentare<\/p>\n<p>Presso gli Iatmul, una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, le larve di Rhynchophorus ferrugineus costituiscono un importante elemento della dieta, arrivando a coprire circa il 30% del fabbisogno proteico e costituendo la principale fonte di zinco e ferro[4].<br \/>\nOspiti<\/p>\n<p>Rhynchophorus ferrugineus colpisce parecchie specie di Arecaceae tra cui le pi\u00f9 diffuse palme ornamentali del Mediterraneo, Phoenix canariensis e Phoenix dactylifera, ma anche specie di interesse economico quali la palma da cocco (Cocos nucifera) e la palma da olio (Elaeis guineensis). Altre specie su cui sono stati segnalati attacchi sono Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Calamus merillii, Caryota maxima, Caryota cumingii, Corypha gebanga, Corypha elata, Livistona decipiens, Metroxylon sagu, Oreodoxa regia, Phoenix sylvestris, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Washingtonia sp.<br \/>\nOccasionalmente pu\u00f2 anche attaccare Agave americana e Saccharum officinarum.<br \/>\nAlcune specie, quali la palma nana Chamaerops humilis, erano ritenute immuni all&#8217;infezione grazie ad una secrezione gommosa che sembrava impedire l&#8217;attecchimento del parassita[5], mentre sono documentati attacchi anche a queste specie.[6]<br \/>\nSintomi dell&#8217;infestazione<br \/>\nEsemplare di palma infestata dal Rhynchophorus ferrugineus<\/p>\n<p>Infestazione Punteruolo Rosso delle Palme<\/p>\n<p>L&#8217;infestazione pu\u00f2 essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata. I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato &#8220;ad ombrello aperto&#8221;. Nei casi pi\u00f9 gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come &#8220;scapitozzata&#8221;.<\/p>\n<p>Nello stadio terminale della infestazione si produce un vero e proprio &#8220;collasso&#8221; della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata migrando su un nuovo esemplare.<br \/>\nMetodi di lotta<\/p>\n<p>Il controllo del Rhynchophorus ferrugineus \u00e8 problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilit\u00e0 e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d&#8217;infestazione.<\/p>\n<p>I trattamenti chimici curativi richiedono l&#8217;impiego di insetticidi sistemici e una diagnosi precoce dell&#8217;infestazione; trattamenti curativi tardivi, oltre ad essere inutili per risolvere l&#8217;attacco nella pianta infestata, sono anche di scarsa efficacia. I trattamenti chimici preventivi possono avere una loro efficacia come barriera chimica, tuttavia presuppongono l&#8217;impiego di prodotti attivi per contatto, dotati anche di una certa tossicit\u00e0, e la copertura di tutta la pianta con l&#8217;irrorazione. Il trattamento di esemplari di grandi dimensioni, che espone al rischio di fenomeni di deriva, e l&#8217;intervento in aree urbane pongono inoltre vincoli nella scelta del principio attivo subordinando l&#8217;efficacia alla tutela della salute pubblica.<\/p>\n<p>L&#8217;impiego di antagonisti naturali \u00e8 ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative: gli Artropodi ausiliari si sono finora rivelati insufficienti a contenere la dinamica della popolazione. Migliori prospettive sono offerte dall&#8217;impiego degli entomopatogeni, in particolare Virus agenti della poliedrosi citoplasmatica e Nematodi. L&#8217;efficacia di questi ultimi, almeno in ambito sperimentale, sarebbe stata messa in evidenza da ricerche condotte in Spagna nell&#8217;impiego sia preventivo sia curativo: la liberazione di adulti su piante preventivamente trattate con Nematodi ha prodotto una mortalit\u00e0 del 100%; sembra inoltre che i Nematodi siano in grado di penetrare nelle gallerie e raggiungere le larve, permettendo perci\u00f2 un intervento anche in sede curativa.<\/p>\n<p>L&#8217;impiego delle trappole, largamente sperimentato in diverse regioni dell&#8217;Asia, del Medio Oriente e in Spagna, ha messo in evidenza l&#8217;utilit\u00e0 accessoria sia nel mass trapping sia nel monitoraggio della popolazione di adulti. Le indicazioni riportate in letteratura sul grado di efficacia sono discordanti, tuttavia mettono in evidenza una maggiore efficacia dell&#8217;uso di attrattivi combinati (feromone e attrattivi alimentari a base di zucchero) e l&#8217;importanza della disposizione delle trappole in relazione all&#8217;altezza. Sulla base dei risultati finora conseguiti \u00e8 presumibile che la tecnologia debba essere ancora raffinata per migliorare ulteriormente le prospettive di successo.<\/p>\n<p>Scarsi risultati hanno finora prodotto le ricerche in merito alla possibilit\u00e0 di sfruttamento della tecnica del maschio sterile.<\/p>\n<p>Interessanti sono le prospettive di adozione di tecniche di lotta integrata, sulla base dei risultati di prove condotte in Medio Oriente. In generale la lotta integrata presuppone l&#8217;adozione di tecniche combinate che agiscono a vari livelli: monitoraggio della popolazione, ricorso al mass trapping, esame delle palme ai fini di una diagnosi precoce, misure di profilassi che consistono nell&#8217;eliminazione dei possibili siti di riproduzione, nella bonifica dei possibili focolai d&#8217;infestazione (es. giardini e palmizi abbandonati), mantenimento delle piante in buono stato fitosanitario, ricorso ai trattamenti chimici preventivi e curativi, ricorso a regolamenti che impongono misure fitosanitarie, educazione e divulgazione. L&#8217;adozione di tecniche combinate ha permesso di ottenere anche un successo nell&#8217;eradicazione (Israele), sia pure in un contesto locale e circoscritto. La letteratura cita anche la possibilit\u00e0 di sviluppo di metodi di diagnosi precoce pi\u00f9 o meno singolari, come l&#8217;impiego dei cani o il rilevamento del tasso di traspirazione, che nelle palme infestate s&#8217;intensifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infestazione Punteruolo Rosso delle Palme<\/p>\n<p>In ambienti di recente introduzione, come in Italia, \u00e8 di fondamentale importanza la profilassi al fine di evitare l&#8217;espansione del fitofago, intervenendo precocemente sui focolai d&#8217;infestazione. In proposito, sulla base delle difficolt\u00e0 oggettive di diagnosticare precocemente gli attacchi e d&#8217;intervenire con interventi curativi, si rivelano di particolare importanza le seguenti azioni:<\/p>\n<p>il monitoraggio da parte degli Osservatori fitosanitari;<br \/>\nil mantenimento delle palme in buone condizioni nutrizionali e fitosanitarie, in quanto la suscettibilit\u00e0 agli attacchi da parte degli insetti xilofagi aumenta nelle piante in condizioni di stress o comunque indebolite;<br \/>\nl&#8217;adozione di tecniche di potatura e cure che riducano i possibili siti di penetrazione dell&#8217;insetto;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scheda di segnalazione infestazione Punteruolo Rosso delle Palme Scheda segnalazione infestazione Punteruolo rosso delle palme &nbsp; Che cos&#8217;\u00e8 il Punteruolo Rosso Per lo storico degli alberi Antimo Palumbo il parassita potrebbe portare all&#8217;estinzione delle palme a Roma entro il 2015[3]. 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